Appuntamenti wi-fi

di Costanza Miriano

C’è stato un tempo, ma molto, molto lungo, in cui neanche sapevo chi fosse il vescovo della mia città. A dire il vero anche quando ho scritto il mio primo libro, Sposati e sii sottomessa, vivevo sulle nuvole da questo punto di vista, ero totalmente lontana dal gossip vaticanes-clericale, credevo – e credo ancora – che la Chiesa fosse una, santa, cattolica e apostolica, ma ci credevo con una fede cieca e sorda a qualsiasi informazione (che peraltro non leggevo, le trovavo superflue), per cui per me uno che fosse un sacerdote era già solo per quello intoccabile, la verità della Chiesa un macigno monolitico, le norme morali solide e tetragone come pietre miliari, i punti di riferimento piantati come le querce della mia terra umbra, e difesi da tutti i membri della Chiesa con la spada fra i denti.

Quando ho saputo che avrei cominciato a occuparmi di informazione religiosa, il mio padre spirituale, a cui lo stavo annunciando garrula e orgogliosa come se fosse una promozione a un livello superiore del mio status di cristiana, sospirò “va be’… speriamo solo che tu non perda la fede”. Pfui, pensai, finalmente posso occuparmi di ciò che ho sempre sognato… Invece adesso so che, come al solito, purtroppo aveva ragione lui, pur essendo io femmina e quindi poco incline a riconoscere che un modello maschile della specie aveva capito qualcosa meglio e prima di me.

Nel frattempo poi e cose sono cambiate: la Chiesa è in un momento di cambiamento che in molti casi ci disorienta (nel “ci” includo la quasi totalità delle persone imepgnate nella fede che conosco) e sul quale cerco, quando non sono certissima di alcune cose, di sospendere il giudizio. La mia posizione è: come questa cosa che prima non pensavo, o che giudicavo diversamente, può aiutare la conversione del mio cuore verso Cristo? Perché a me questo davvero interessa più di tutto: tenere il cuore verso Cristo, portarcelo sempre di più. Tutto il resto non ho bisogno di saperlo o, se lo so ma non lo capisco, forse non mi serve di giudicarlo. Mi chiedo solo: mi serve a tenere il cuore in Cristo?

Per far questo, oggi più che mai, abbiamo bisogno di costruire una vita spirituale seria, responsabile, che a volte aiuti anche i pastori a essere sempre più se stessi. Per questo credo sempre più che la via, almeno per me, sia quella del monachesimo, cioè di un lavoro di cesello sulle parole, sulla preghiera, sull’impegno quotidiano, per rimanere in Cristo, in modo che lui non sia mai di troppo, qualunque cosa facciamo.

Ognuno può trovare la sua via, facendosi accompagnare dai compagni di cammino che preferisca. Un piccolo gregge si è trovato a Roma il 19 gennaio scorso, e si troverà di nuovo il prossimo 19 ottobre, per il secondo capitolo generale del monastero wi-fi.

Nel frattempo piccoli gruppi di persone cominciano o continuano a vedersi per pregare: è successo a Genova e a Levanto e in provincia di Pistoia, mentre un piccolo monastero wi-fi sta per formarsi a Firenze. Invece alcune persone ci stanno chiedendo di farci da tramite per favorire la formazione di gruppi di preghiera – sempre intorno a una parrocchia o a un sacerdote – a Trieste, a Udine, in Val d’Aosta e a Reggio Calabria. Se avete intenzione di partecipare o avete dritte o contatti o informazioni da chiedere scrivete a [email protected]

Intanto a Roma, lo ricordiamo, i primi lunedì del mese continuiamo a vederci per la lectio sul vangelo della domenica successiva: il prossimo incontro sarà il 6 maggio, sempre ai Santi Quattro, alle 20. Questa volta pensavamo di introdurre un cambiamento: siccome le volte scorse abbiamo cominciato gli incontri appena arrivati, e appena concluso siamo tutti scappati via tramortiti dalla fame e dal sonno, anche perché le suore dovevano chiudere, insomma, siccome non si riesce mai a scambiare due parole, lunedì prossimo, 6 maggio, vorremmo vederci come sempre alle 20, ma davanti alla chiesa e paninomuniti, in modo da mangiare un boccone insieme – lo so, in piedi o seduti sul marmo non è il massimo, ma è meglio che digiunare. Ognuno potrebbe portare una piccola cosa da offrire anche agli altri, senza esagerare che poi la Lectio nel pieno della digestione non viene benissimo.

Infine ricordo che fervono i preparativi per organizzare al meglio la giornata di preghiera del 1 giugno a Milano (consigliata iscrizione, gratuita, a [email protected], con eventuale prenotazione del pranzo): abbiamo già schierato alcuni centravanti come don Vincent Nagle (fraternità san Carlo) e padre Giuseppe Barzaghi (domenicano), mentre dal Giappone avremo don Antonello Iapicca (cammino neocatecumenale), che visto che faceva una tappa a Gerusalemme e andava a Roma, tanto che c’era ha detto che ce la faceva a celebrare messa a Milano, così, di passaggio.

La squadra e il programma si stanno ancora ultimando, ma per chi volesse organizzarsi con eventuali biglietti dei mezzi, ricordiamo che tutto comincerà alle 10, in modo da permettere a tutti di arrivare, e finirà per le 17, per consentire il rientro alle celle metropolitane, ovunque siano.