Il Pontefice all’Angelus chiede ai cristiani di avere fede in Dio e non nei miracoli

Il Papa ha invitato i cristiani, durante la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro in Vaticano, a vivere credendo nella loro fede in Dio e non nei miracoli.

Papa Francesco ha ricordato di come : “Oggi il mondo ha bisogno di vedere nei discepoli del Signore, persone coraggiose e perseveranti nel rispondere alla vocazione cristiana. Persone che seguono l’impulso dello Spirito Santo che li spinge ad annunciare speranza e salvezza ai poveri e agli esclusi; persone che seguono la logica della fede e non quella dei miracoli; persone dedicate al servizio di tutti, senza privilegi o esclusioni. In poche parole persone che si aprono per abbracciare in se stesse la volontà del Padre e sforzarsi di testimoniarlo fedelmente agli altri “.

Per illustrare queste affermazioni, il Pontefice si è affidato alla lettura di questa domenica, del Vangelo di Luca. Nel frammento del Vangelo in cui Gesù si presenta come il Cristo, l’inviato del Padre, davanti ai suoi concittadini di Nazareth nella sinagoga locale: Essi, che hanno visto in Lui solo il figlio di Giuseppe, hanno rivendicato un miracolo, ma Gesù non vuole e non può accettare questa logica, perché non corrisponde al piano di Dio. Dio vuole la fede. Vogliono i miracoli, Dio vuole la salvezza di tutti. Vogliono un Messia a proprio vantaggio”.

E per spiegare la logica di Dio, Gesù dà l’esempio ai due grandi profeti antichi: Elia ed Eliseo, ai quali Dio aveva comandato di guarire e salvare i non ebrei di altri popoli, ma che erano fedeli alla sua parola.

Il Pontefice racconta come “di fronte a questo invito ad aprire i cuori alla gratuità e all’universalità della salvezza, i cittadini della rivolta di Nazareth, e inoltre acquisiscono un atteggiamento aggressivo che degenera fino al punto che si alzano, espellendolo dalla città e innalzandolo in cima ad una montagna, cercano di gettarlo nel vuoto”.

Questo Vangelo – ha detto Francesco – ci mostra che il ministero pubblico di Gesù, inizia con un rifiuto e una minaccia di morte, paradossalmente, da parte dei suoi concittadini”.

Inoltre il Pontefice aggiunge:”Gesù, nel vivere la missione affidatagli dal Padre, sa bene che deve affrontare la fatica, il rifiuto, la persecuzione e la sfiducia. È un prezzo che, ieri come oggi, l’autentica profezia è chiamata a pagare”.

“Tuttavia – ricorda il Pontefice – questo duro rifiuto non scoraggia Gesù, ma lo spinge verso il cammino e la fecondità della sua azione profetica. Continua il suo cammino, confidando nell’amore del Padre”.

Il Pontefice ha concluso il suo insegnamento prima della preghiera dell’Angelus chiedendo alla Vergine “che noi possiamo crescere e camminare con lo stesso ardore apostolico per il Regno di Dio che ha animato la missione di Gesù. Anche oggi il mondo ha bisogno di vedere nei discepoli di Gesù dei profeti, cioè delle persone coraggiose, perseveranti nel rispondere alla vocazione cristiana”.

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