La calunnia è un cancro diabolico

Nel corso dell’udienza generale di mercoledì 25 settembre 2019 il Santo Padre ha parlato, continuando la sua catechesi, a tutti i fedeli presenti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha esordito commentando il brano degli Atti degli Apostoli in cui Luca parla della creazione dei Diaconi nella chiesa e descrive la figura di Stefano, colui che è stato primo martire.

Stefano, ricolmo di Spirito Santo, era in grado di fare grandissimi prodigi ma allo stesso tempo suscitava odio da parte di alcuni membri della Sinagoga. Il Santo padre, allora, prendendo spunto da questa lettura ha colto l’occasione per soffermarsi su due importanti elementi: il diaconato e il martirio.

Il Papa ha detto che “l’Evangelista Luca ci narra l’insorgere di alcuni problemi all’interno della comunità cristiana formata da giudei e da greci, cioè non ebrei, con sensibilità diverse ma che venivano accolti”. È in tal modo, ha aggiunto il Papa, che insorgenze la cosiddetta zizzania del chiacchiericcio.

Il Santo Padre si è poi domandato, insieme ai fedeli, chi sia un diacono.
“ I diaconi sono creati per questo, per il servizio. Il diacono, nella Chiesa, non è un sacerdote in seconda: no, no. E’ un’altra cosa. Il diacono non è per l’altare, no: è per il servizio”. Un diacono, cioè, deve essere considerato come custode del servizio nella Chiesa. E tra i sette diaconi, ha ricordato Papa Bergoglio, c’è anche Stefano contro il quale ci sono state molte resistenze e che è stato spesso calunniato.

“La calunnia è un cancro diabolico” che nasce quando si vuole distruggere la reputazione di una persona, che mira ad aggredire e denigrare un individuo. Ma Stefano, vittima di tali meschini comportamenti, si affida a Dio e perdona i suoi nemici. “Egli manifesta la vera stoffa del discepolo di Cristo. Non cerca scappatoie, non si appella a personalità che possano salvarlo, ma rimette la sua vita nelle mani del Signore”.

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