Mai cadere nelle tentazioni della fretta e dell’egoismo

All’Angelus di Domenica 17 novembre
2019
il Santo Padre ha celebrato una Santa Messa in occasione della Giornata
Mondiale per i poveri esortando tutti i presenti ad accogliere il grido di
aiuto di coloro che ogni giorno sono costretti a combattere contro la povertà.

Il Papa ha letto il brano del Vangelo nel quale Gesù anticipa la
distruzione di Gerusalemme e ha inviato tutti i fedeli a prestare attenzione
alle cose importanti, chiedendo anche loro la motivazione per cui il Signore
dovrebbe lasciare crollare delle certezze, in un mondo che ne è via via sempre
più privo. La risposta a tale domanda è che il Signore fa ciò in quanto
desidera ardentemente che si possa imparare e distinguerle da ciò che dura per
sempre, ovvero Dio ed il prossimo.

Ci sono due tentazioni dalle quali bisogna imparare a stare in guardia per
poter realmente capire ciò che conta davvero. La prima di queste tentazioni è
la fretta. “Per Gesù non bisogna andare
dietro a chi dice che la fine arriva subito, che il tempo è vicino”,
ha
detto Papa Francesco, ed ha poi aggiunto che“non va seguito chi
diffonde allarmismi e alimenta la paura dell’altro e del futuro, perché la
paura paralizza il cuore e la mente”.

Il secondo inganno dal quale stare alla larga è “l’io”. Per io si intende
prevalentemente l’egoismo e la brama di fare le cose per sentirsi elogiato. Il
Santo Padre a riguardo ha ammonito che “Il
cristiano non è un discepolo dell’io, non segue le sirene dei suoi capricci ma
il richiamo dell’amore”
.

L’amore verso il prossimo, però, deve essere esternato e dimostrato con la massima sincerità. E’ fondamentale non sia basato mai sull’ipocrisia o sul tornaconto personale. “La Parola di Dio, spinge ad una ‘carità non ipocrita, cioè a dare a chi non ha da restituirci, a servire senza cercare ricompense e contraccambi”.

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